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Deposito Gnl: il Ministero da il via libera. Sarà costruito nell’arco di tre anni


C’è l’okay da Roma al progetto: gli investitori e Autorità portuale esprimo soddisfazione

Via libera definitivo, in sede di conferenza di ‘Valutazione di Impatto Ambientale’ al Ministero dello Sviluppo economico, al progetto di un deposito costiero per Gas Naturale Liquefatto (Gnl) al porto di Ravenna, messo a punto dalla partnership tra Gruppo Pir ed Edison, con un investimento di circa 80 milioni. Lo rende noto Pir Group, precisando che si tratta del primo deposito in Italia in vista della direttiva europea che dal 2021 obbliga l’uso di carburanti a basso contenuto di zolfo.

Il progetto non ha mancato di suscitare polemiche a Marina di Ravenna e a Porto Corsini dove sono state raccolte 500 firme tra i cittadini per chiedere maggiori approfondimenti. Nei due paesi preoccupa l’aumento del traffico su strada e in mare e sono state chieste garanzie sull’impianto. Gli investitori hanno organizzato due incontri con la cittadinanza in cui sono state fornite diverse rassicurazioni che però hanno continuato a non convincere tutti.  In ogni caso il progetto si farà: a tarda primavera dovrebbero cominciare i lavori che richiederanno tre anni.

I passaggi amministrativi e tecnici, durati un anno e definiti celeri, hanno interessato Comune di Ravenna, Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico centro-settentrionale, Regione Emilia-Romagna, organismi tecnici regionali, ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. La costruzione del deposito inizierà nella tarda primavera e richiederà quasi tre anni di lavori.
“Sono molto soddisfatto per il risultato ottenuto – commenta il dg e ad del Gruppo Pir, Guido Ottolenghi – e della grande collaborazione con le Istituzioni che ha portato all’esito positivo”, concludendo “un percorso all’insegna della trasparenza e dell’efficienza”. Anche dagli uffici di Autorità Portuale traspare soddisfazione: “Il nostro – sottolinea il presidente Daniele Rossi  – sarà il primo porto italiano a essere dotato di un’infrastruttura per rifornire le navi in linea con il dettato dell’Unione Europea”.