Una piattaforma dell'Eni PORTO

Comune ed Eni: un accordo più trasparente


Palazzo Merlato e l’azienda petrolifera hanno siglato un patto per lo sviluppo e il monitoraggio dell’ambiente della durata di due anni. Con non poche differenze rispetto al passato

Eni e il Comune di Ravenna stabiliranno un dettagliato programma di monitoraggio fisico ed ambientale delle attività offshore e promuoveranno azioni indirizzate all’utilizzo e/o al riutilizzo delle istallazioni offshore. E’ quanto provede il nuovo accordo tra l’amministrazione, la Regione e l’Eni. Il dato più importante per i cittadini è l’accessibilità dei dati rilevati nel corso delle attività svolte attraverso i propri siti istituzionali. Negli accordi precedenti questa possibilità non era contemplata, aspetto che ha portato molte critiche nei confronti del Cane a Sei Zampe e di Palazzo Merlato. Si prevede anche di istituire in ambito Cirm (Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie) con componenti designati dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione un Gruppo di lavoro che effettui gli adempimenti conseguenti le attività previste dall’accordo. Un occhio di riguardo al Paguro, piattaforma affondata e oggi sito di interesse comunitario, situata in un’area marina interessata dalle attività estrattive offshore. L’Eni ha confermato anche l’intenzione di investire sul territorio circa 600 milioni. Il piano sarà presentato dopo le feste, il primo intervento nel secondo semestre del 2017, poi un piano triennale per i progetti offshore. Come auspicato dal presidente di Ap Daniele Rossi, il piano riguarderà in buona parte lo smantellamento di piattaforme non attive. Intanto va avanti la discussione per lo stop ad Angela Angelina, la piattaforma davanti a Lido di Dante. Si punta a chiuderla nel 2020, sette anni prima del previsto.

L’accordo ha durata di due anni e – scrive il Comune in una nota – “riconosce nel gas naturale una delle risorse rilevanti, il cui utilizzo nell’attuale fase di transizione verso i nuovi modelli di produzione e consumo dell’energia per la riduzione delle emissioni al 2050 prevista dall’Unione Europea, deve essere inserito nell’ambito di una visione complessiva di programmazione, sviluppo e sostenibilità territoriale. Ciò deve avvenire in coerenza ed armonia con la valorizzazione degli altri beni e delle altre risorse esistenti, anche in considerazione del fatto che il gas naturale è, tra le fonti energetiche convenzionali, quella con minor impatto sulla qualità dell’aria e con minor rischio per l’ambiente marino. L’accordo è dunque un riconoscimento importante a tutela dello sviluppo del settore offshore e della sicurezza dei territori coinvolti dalle estrazioni”.

Il sindaco Michele de Pascale ha mostrato grande apprezzamento per la sigla dell’accordo e ha colto l’occasione per ribadire le istanze dell’amministrazione nei confronti del governo e di Eni:” Chiediamo che il nuovo governo, sebbene abbia un orizzonte non lunghissimo, si ponga questo tema come prioritario. Alcune decisioni relative al settore dell’offshore sono state rinviate per diverso tempo, adesso serve che il governo si faccia pieno carico di questo tema e risolva alcune incertezze normative. Nel contempo chiediamo ad Eni di rispettare fino all’ultimo gli impegni presi, a cominciare da quello chiaro di ripartire con gli investimenti fin dal 2017”.

L’ingegner Franco Terlizzese, direttore generale della Dgs Unmig (Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche, Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse), in conclusione ha definito l’accordo una iniziativa prima e unica nel suo genere in Italia, sottolineandone in particolare il carattere altamente operativo. A questo proposito ha annunciato che è già stato costituito un comitato tecnico per la programmazione e l’attuazione delle azioni contenute nell’accordo.