Piattaforma Ravenna PORTO

Trivelle, tutti i numeri entro le 12 miglia


Gli ultimi ad uscire allo scoperto sono stati i commercianti. Confesercenti voterà sì al referendum. “Non vogliamo sprofondare” e a pochi giorni dal voto (previsto il 17 aprile) il fronte imprenditoriale si spacca. “Non facciamo guerre di religione – dice l’associazione -, ma noi tuteliamo con coerenza gli interessi delle aziende che rappresentiamo, a partire da quelle del turismo, che devono fare i conti per prime con la presenza delle estrazioni di idrocarburi, così come con i potenziali rischi per un mare chiuso e fragile come il nostro. Questa è del resto la posizione che abbiamo avuto in questi anni in diverse occasioni”.

Alvaro Ancisi, che si recherà al seggio ma si asterrà, fornisce qualche dato ufficiale. Di fronte alle coste della provincia di Ravenna ci sono 35 piattaforme entro le 12 miglia. Sette sono antistanti il territorio di Cervia, le restanti di fronte a quello ravennate.

Per dieci di esse la concessione è già scaduta ed è stata presentata istanza di proroga. Per altre nove la concessione scadrà tra maggio e settembre. Tre scadranno tra il 2017 e il 2018. A breve termine, quindi, a rischio col referendum ci sono 22 strutture.

Le altre scadranno tra il 2024 e il 2027, tra cui le vicinissime Angela Angelina e Angela Cluster, poste a soli due chilometri di distanza dalla costa. Sono le piattaforme antistanti a Lido di Dante e ritenute da molti responsabili dell’abbassamento spropositato a cui è stata sottoposta la località (45 centimentri tra il 1984 e il 2011). Le altre 33 piattaforme si trovano invece ad almento otto chilometri dal litorale.

Qui la mappa delle piattaorme in Adriatico

Cosa potrebbe succedere col sì al referendum? Al di là del dato occupazionale e dei pericoli per il settore, secondo Ancisi Eni potrebbe decidere di sfruttare al massimo le potenzialità di quel giacimento entro il 2027 “con danni anticipati e stress più distruttivo per il territorio”.

Insomma, le due piattaforme più dannose continuerebbero a lavorare per 14 anni. Un paradosso che si può risolvere, suggerisce Ancisi, se il Parlamento approvasse una norma che preveda la proroga “delle concessioni entro le 12 miglia fino all’esaurimento del giacimento sia possibile solo quando, con una Valutazione d’Impatto Ambientale, siano esclusi danni sulla costa o sulle zone marine protette. Non ovunque”.

Intanto Eni ha presentato denuncia contro gli attivisti Greenpeace che hanno “attaccato” la piattaforma Agostino B alla fine dello scorso marzo.