Il ministro Graziano Delrio PORTO

Il Ministro: “Porto commissariato per i litigi”


Per la prima volta il ministro Graziano Delrio parla alla Camera del commissariamento del porto di Ravenna. Lo fa rispondendo ad un question time – in sostanza domande poste dai parlamentari al governo 24 ore prima – presentato da Andrea Maestri, deputato ravennate di “Possibile”. Il politico chiedeva lumi sul siluramento dell’ingegner Galliano Di Marco a cui non è stata concessa nemmeno l’usuale proroga di 45 giorni. Non ci sarebbe nessun mistero dietro la scelta del ministro dei Trasporti.

“Il presidente – ha spiegato Delrio – deve essere in sintonia con gli enti locali e da mesi c’erano invece polemiche che bloccavano l’attività portuale”. Da qui la scelta del commissariamento dell’ente. Considerazione a margine: per il Pd, in quel periodo in piena campagna elettorale, sarebbe stato davvero difficile gestire il rapporto burrascoso con l’Autorità portuale. Una considerazione che ha portato quindi a forzare i tempi senza concedere la proroga che Di Marco si aspettava. Ma questo Delrio non lo dice. Spiega invece che nonostante i fondi messi a disposizione “l’infrastrutturazione del porto di Ravenna – cioè i dragaggi – non è mai partita”. Il ministro ricorda inoltre il tavolo tecnico che è stato avviato per evitare di perdere i finanziamenti (sia quelli del Cipe sia quelli della Bei). Oggi – dice Delrio – “crediamo però di aver superato lo stallo, soprattutto in relazione alle opere di dragaggio”.

Il ministro non dà altri particolari: al momento le soluzioni prospettate vedono l’avvio dell’escavo dei fondali utilizzando le poche casse di colmata disponibili e la contestuale costruzione di un impianto di trattamento dei sedimenti. La risposta non ha soddisfatto granché Maestri che la definisce “un’astuta arrampicata sugli specchi”. Inoltre, ricorda il deputato, il provvedimento commissariale non è stato motivato. La speranza di Maestri è che il progetto dell’hub portuale venga a compimento per non perdere i finanziamenti.

Questa la replica di Maestri