Harbour Pilot, quando il porto va di moda

Tre anni fa ha trasformato quello che era “un sogno nel cassetto”  in realtà : fare conoscere la sua professione , quella di “pilota del porto” e i valori e le caratteristiche connesse a questa professione, lanciando il marchio “Harbour Pilot” e trasferendolo  su felpe e magliette.  Oggi quello che sembrava poco più di un gioco si sta trasformando in qualcosa di più. Quando Stefano Stagnaro ha registato  “Harbour Pilot” non pensava di dar vita ad un vero e proprio fenomeno che ha portato le sue felpe ad essere un segno di riconoscimento prima per la gente di mare, poi per i simpatizzanti.

Il negozio a Marinara è un po’ shop e un po’ piccolo museo marinaro tra libri, oggetti d’arte, strumenti nautici. Tra le altre cose spicca  una campana che apparteneva al nonno di Stefano, anch’esso pilota del porto di Genova. “Lo era anche mio padre, è una tradizione di famiglia”, sorride Stagnaro che ha 37 anni e da otto lavora al Corpo Piloti di Marina di Ravenna.

Stagnaro, partiamo dalla moda. Come è nata l’idea?
“Tre anni fa ho pensato di trasformare il simbolo dei piloti del porto in un marchio di moda. Ho coinvolto Katia, la mia compagna e Paolo, mio socio, e insieme abbiamo cominciato questa avventura. Le nostre prime felpe  riportavano come grafiche sul petto gli ordini che diamo quando pilotiamo le navi nel momento in cui entrano o escono dal porto. L’idea di base era far conoscere il nostro lavoro tramite il vestiario”.

Lei viene da Genova, come mai la scelta di lanciare il marchio a Ravenna?
“ Lavoro  qui come pilota da otto anni, quindi la scelta è stata piuttosto naturale. Inoltre i ravennati stanno sempre più scoprendo  le enormi potenzialità del porto. Genova è il “porto”, a Ravenna molti ancora non si rendono conto di quanto la città tragga vantaggio dal porto e dal suo indotto. E’ importante aiutarli in questa scoperta”.

Dopo un anno di lancio ha aperto il negozio a Marinara. Come si trova?
“Bene, con gli altri commercianti c’è una gran voglia di rilancio del polo turistico-commerciale di Marinara. Oltre al punto vendita abbiamo sperimentato l’e-commerce. Pensavo fosse poco più di un sostegno e invece si è rivelato un ottimo strumento di marketing: gli ordini sono arrivati da USA, Brasile, Olanda , Belgio. Anche alcune corporazioni di piloti mi hanno incaricato di personalizzare le divise con questo logo . E’ una grande avventura e siamo solo all’inizio”.

Come è diventato Pilota?
“Ho fatto tutta la trafila di ufficiale di coperta partendo da mozzo fino ad arrivare a ufficiale superiore e comandante su grandi yacht, poi sono entrato nel Corpo Piloti tramite concorso”.

Piccolo excursus sulle crociere: a Ravenna il settore è discusso. Lei che ne pensa dello scalo ravennate?
“Ravenna ha tutte le caratteristiche (artistiche, culturali, economiche) per piacere. Però credo che lo scalo  debba migliorare dal punto di vista  dei collegamenti con la città e con i suoi dintorni, noti e apprezzati dal punto di vista turistico “.

Nel suo negozio ci sono piccoli quadri che ritraggono naufragi. Cosa sono?
“Sono  ex voto. I marinai che si salvavano dai naufragi o da tempeste facevano dipingere queste immagini dove era sempre presente   l’effige della Madonna di cui gli uomini di mare sono molto devoti; Santuari dedicati alla Madonna sono presenti in quasi tutte le città di mare: vedi Genova, Marsiglia, Barcellona, Livorno. Io  ho fatto una piccola raccolta di questi ex voto… A Genova si dice che finché il marinaio impreca va tutto bene, quando prega bisogna cominciare a preoccuparsi”.

Una storia, quella degli ex voto, che riguarda anche la sua famiglia…
“Sì: all’inizio della  seconda guerra mondiale, quando ancora l’Italia non era belligerante, la nave, comandata da  mio nonno, saltò su una mina subacquea, nella Manica. Mentre stava abbandonando, per ultimo, la nave, mio nonno vide un marinaio in difficoltà e  dopo averlo preso in braccio, si allontanò con lui a nuoto in attesa dei mezzi di salvamento britannici. Mentre si trovava in acqua fece un  voto alla Madonna, promettendo che, in caso di salvataggio, avrebbe chiamato per riconoscenza della grazia ricevuta la sua prima  figlia come la nave. E infatti mia madre si chiama” Grazia”.

Oltre al negozio e l’e-commerce, dove si possono trovare le felpe Harbour Pilot?
“Lo scorso anno hanno inserito il nostro marchio in quattro corner dei traghetti Snav. Quest’anno i corner sono diventati dieci e le maglie sono finite anche sui traghetti della Grimaldi”.

Il ruolo dei social in questo successo?
“Fondamentale. Abbiamo usato Facebook e altri Social per fidelizzare i clienti ma devo dire che un grande successo ha avuto il profilo instagram. Il mare è il mare e fotografarlo è sempre un piacere”.