Grandi crociere, piccoli incassi. Ed è polemica

RAVENNA – Ma quanto fruttano le grandi navi a Ravenna? C’è chi sta cominciando a chiederselo dopo il mezzo flop della Regal Princess, almeno per la parte riguardante gli incassi. Sulla stampa locale prima Confcommercio  e poi alcuni negozianti del centro storico hanno confermato che i crocieristi hanno acquistato poco. Le serrande sono rimaste aperte di domenica dimostrando una buona accoglienza per la grande nave ormeggiata a Porto Corsini ma alla fine le aspettative sugli incassi sono rimaste deluse.

Va detto che non tutti i quattromila turisti del mare arrivati a Ravenna sono stati portati in centro: alcuni hanno scelto altre mete come San Marino, Bologna, Maranello, altri sono rimasti sulla nave. I visitatori della città d’arte si sono concentrati soprattutto sui souvenir attorno alle chiese, concedendosi qualche pasto o uno spuntino al bar. Poca roba, rispetto a quanto preventivato, tanto che su Facebook in queste ore il dibattito è apertissimo.

Uno dei più critici è Filippo Donati, numero uno di Asshotel, che vorrebbe vedere uno studio serio sulle ricadute che le crociere hanno in città. “Perchè – si chiede Donati – continuiamo a parlare di sbarchi e non di quello che portano in termini di ricaduta economica?”. Una richiesta che l’albergatore fa, sempre sul popolare social network, anche a Guido Ceroni, direttore operativo di Ap intervenuto nel dibattito: “In qualsiasi operazione economica – scrive Donati – , e questo credo lo sia, di solito questi studi si fanno ogni anno o ogni due. A Ravenna non ho notizia che sia mai stata realizzata una cosa del genere. Aiuterebbe meglio, tutti, a comprendere i punti di debolezza ed i punti di forza, magari si potrebbe capire meglio e tentare di organizzarsi”.