Il concerto di Gile Bae è stato il momento clou dell'inaugurazione DARSENA DI CITTA'

Il segreto di Darsena Pop Up e le scommesse del futuro


E’ stata la musica di Bach e di Schumann, suonata magistralmente da Gile Bae, a fare da cornice all’inaugurazione di Darsena Pop Up. Centinaia di persone hanno partecipato alla serata organizzata da Naviga In Darsena, l’associazione che ha dato vita a questo progetto di recupero urbano – finanziato da otto associati costituitisi in  Darsena futura Srl –  che segna il primo passo di una riqualificazione del quartiere, dopo anni di dibattiti. Non a caso Paolo Monduzzi, presidente dell’associazione, si è augurato che quanto fatto in Darsena Pop Up sia uno stimolo anche per gli altri 40 proprietari delle aree.

Una delle caratteristiche principali di Darsena Pop Up è la quasi totale assenza di cemento. Per realizzarla sono stati utilizzati container marittimi e legno della Val di Fiemme. I pali di castagno costituiscono la base per il parkour e l’unica parte cementificata è la pista da skate, realizzata grazie al contributo della Cmc. Negli ultimi giorni sono stati montati i campi da beach in sabbia bianca che, grazie alla copertura, saranno attivi anche in inverno.

Proprio i mesi freddi saranno la scommessa che questo comparto di 4000 metri quadri sarà chiamato a vincere. Aperto a fine luglio, il bar Ristretto di Akami è stato un vero successo di pubblico e ha attirato centinaia di giovani in zona. Punto di forza è senza dubbio il terrazzo che guarda l’ acqua, orientato verso il tramonto. Così, a Ravenna, il miglior luogo in cui bere un aperitivo è ora il tetto di un container dal quale ammirare il sole riflettersi sul canale, mentre scende dietro le cupole delle chiese ravennati. Tra ottobre e marzo, però, quanti saranno disposti a sfidare il freddo?

Darsena Pop Up prova a vincere il generale inverno puntando su una strategia che mira a fare dell’area non solo un punto di aggregazione estivo ma un luogo in cui lavorare, fare sport e mangiare. Si parte il 30 settembre con la copertura dei campi da beach. Gli appassionati potranno continuare a praticare gli sport da spiaggia. A gestire la struttura sarà Power Beach e saranno organizzati anche corsi per i neofiti.

Per quanto riguarda la ristorazione, si sta ultimando il ristorante, gestito sempre da Akami. Sarà al primo piano, si affaccerà sulla terrazza di cui abbiamo già parlato. Accanto nascerà una scuola di cucina, curata dall’associazione “Saperi e Sapori” diretta da Rosella Mengozzi, una sicurezza. Un polo culinario in grado di creare movimento nei mesi invernali. Importanti novità anche al piano terra: nella zona accanto all’Almagià saranno realizzati uffici per co-working e fab lab. Darsena Pop Up diventerà quindi una zona in cui vivere potenzialmente tutta la giornata: dal lavoro al tempo libero. Il modo migliore per battere l’inverno.

Si può replicare in altre zone della Darsena questa esperienza? Può darsi, a patto di tenere a mente alcuni ingredienti: l’investimento è stato totalmente privato. Naviga in Darsena, associazione di imprenditori, ha avuto a disposizione in comodato un terreno inutilizzato di proprietà di un privato. L’amministrazione ha appoggiato l’iniziativa nata secondo le regole scritte nel Poc Tematico Darsna e, ora, inserendo la possibile “fase 2” in un bando in cui si ricercheranno nuovi finanziamenti statali. Senza la voglia di investire di alcuni imprenditori, però, è molto difficile che qualcosa si muova in Darsena.

In secondo luogo il progetto ha coinvolto le idee giovani, a partire da Officina Meme, lo studio di architettura che ha messo su carta la visione di Monduzzi. Ci sono poi i ragazzi di Akami, Bonobolabo per lo skate, Shine Parkour: tutte giovani realtà che significano soprattutto “innovazione”.  Senza dimenticare che a far conoscere ai genitori Darsena Pop Up hanno contribuito anche i bambini, ovvero il Cre “alternativo” che si è tenuto a luglio e a settembre. Infine va ricordata  la collaborazione con le attività vicine – la pizzeria Naif e S Club – che hanno aiutato in importanti occasioni come la serata a favore dei terremotati. In fondo, uno dei modi più classici di creare “il giro” di persone in un quartiere è aiutarsi l’un l’altro.

Sono questi gli ingredienti che hanno portato al successo della serata di domenica. Darsena Pop Up avrà altre novità nei prossimi mesi e la speranza è che altre esperienze si aggiungano a questa realtà, già ben orchestrata. Come una fuga di Bach.