Crociere, Ravenna sostituirà Venezia? Sì, anzi no

RAVENNA – Tiziano Samorè, presidente di Ravenna Terminal Crociere, fa un appello ai commercianti: il 31 agosto arriverà la Regal Princess per il suo scalo inaugurale a Ravenna e si chiede di “garantire l’apertura delle attività presenti nel centro storico”. Una scommessa: il 31 è una domenica e chissà quanti commercianti risponderanno positivamente. La nuovissima nave (inaugurata a maggio 2014) ha una capienza di 3.600 passeggeri. Tornerà a Ravenna il 24 settembre. La nave, delle flotta Princess Cruises, ha uno standard altissimo di qualità e servizi. “ È molto importante che questi crocieristi portino con sé a lungo un piacevole ricordo di Ravenna e la suggeriscano ad amici e parenti come destinazione del cuore”.

La scommessa dello scalo crociere – che è al giro di boa della stagione e ha accolto finora 25mila passeggeri – è quello di sottrarre turisti a Venezia. Ma sulla partita le idee sono piuttosto confuse. Partiamo dalla posizione di Samorè: “Da pochi giorni è stato fatto il primo passo concreto per determinare il futuro delle crociere a Venezia.  Il cosiddetto “Comitatone”, convocato a Roma l’8 agosto, ha sancito quanto previsto dal decreto Clini-Passera 79/2012 e dalla successiva ordinanza della Capitaneria di Porto di Venezia, cioè le limitazioni al traffico delle grandi navi (superiori a 96.000 tonnellate di stazza lorda già nel 2015 per arrivare al limite massimo di 40.000 tonnellate di stazza lorda) in bacino San Marco e canale della Giudecca”.

“Il progetto per l’escavo del canale Contorta per il momento è l’unico che sarà sottoposto a valutazione di impatto ambientale, la cui procedura di via è stata immediatamente avviata. Adesso, oltre ai 90 giorni per la valutazione, si dovranno attendere almeno altri 18 mesi perché il terminal  crociere di Marittima sia accessibile alle grandi navi. È evidente che nel frattempo ci sia la necessità di trovare alternative a Venezia. Ravenna, sottolinea Samorè, ha il porto e il territorio che offrono la migliore combinazione di servizi  orientati all’ospite, know-how tecnico, offerta turistica (inclusa l’accessibilità, unica nell’Adriatico, a Firenze  con visita in giornata) e vicinanza a due dei maggiori aeroporti italiani (Bologna e Venezia) ed è quindi la soluzione ottimale per delocalizzare parte del traffico destinato a Venezia.  In questo senso i programmi per il 2016 potrebbero portare importanti novità”.

Le idee di Samorè però non sono esattamente in linea con quella del presidente di Autorità portuale, Galliano Di Marco. Il numero uno di via Antico Squero aveva già fatto alcune considerazioni a riguardo dimostrandosi piuttosto pessimista su Ravenna possibilealternativa a Venezia sulle crociere. La città romagnola, ragionava Di Marco, sul fronte delle crociere va al traino di Venezia ma difficilmente potrà sostituirla. Insomma: se chiude la Serenissima, pure i bizantini non se la passeranno tanto bene. E in ogni caso, va detto, quanta ricchezza al turismo darebbero dei crocieristi che da Ravenna venissero trasportati nella città lagunare in pullman? I commercianti potrebbero chiedersi anche questo quando valuteranno se tenere aperto o meno il 31 agosto.