Maurizio Bucci

Bucci: "Ora puntiamo sui crocieristi"

RAVENNA - "Se chiedi ad un ravennate dove sia la Darsena di città, rischi di essere mandato a Marina". La battuta è di Maurizio Bucci, proprietario dell'hotel Mosaico, che si trova proprio in Darsena, e del Mariani Lifestyle, in centro storico. "Della riqualificazione del quartiere Darsena e dello spostamento della stazione - ricorda - si parla da tanti anni. Non entro nel merito dei progetti, non essendo un tecnico, però di certo la stazione è un ostacolo per il collegamento tra il quartiere e il centro". Questa è la risposta dell'imprenditore se gli si chiede un parere riguardo alle ultime discussioni.

Da anni Bucci combatte una battaglia: quella del sottopasso di via Pallavicini, pessimo biglietto da visita per i turisti in visita, almeno per come lo si vede ora, tra murales e infiltrazioni d'acqua. "Con altri imprenditori stiamo ragionando su un progetto che prevederebbe l'utilizzo del sottopasso per "esposizioni di arte o di fotografia" magari sponsorizzate tramite spazi pubblicitari. "Nel progetto potrebbe esserci anche un punto ristoro in piazzale Aldro Moro", ragiona l'imprenditore.

Per quanto riguarda il turismo, Bucci non entra nella polemica che in queste settimane è andata in scena tra albergatori e Comune: "Ho deciso di starne fuori, è il solito scaricabarile. Si fanno ricerche per dire cose che sappiamo da vent'anni. In sostanza: si parla molto e si lavora poco. Il grande problema di Ravenna è la mentalità ristretta, non abbiamo mai pensato ad una questione basilare come quella dei collegamenti. L'aeroporto di Forlì poteva essere in realtà lo scalo di Ravenna, non ce ne siamo mai interessati e abbiamo lasciato che chiudesse".

Ora Ravenna ha una buona possibilità con le crociere. "Sono un ottimo indotto per il centro storico e bisogna assolutamente puntarci. Per quanto mi riguarda, ho preso contatti con gli operatori per offrire servizi ai turisti del mare al Mariani. Inoltre noi siamo una struttura grande, abbiamo una buona disponibilità di servizi igienici, uno dei punti carenti del centro. Abbiamo tutte le carte in regola per lavorare bene con i crocieristi che portano un buon giro d'affari".


Marcandia

"Buoni auspici nel 2014 per il project cargo"

RAVENNA ­ Componenti per opere di alta ingegneria, impianti dell'agroalimentare, del petrolchimico, dell'offshore: un business totalmente votato all'esportazione che negli ultimi mesi del 2013 sta uscendo dalla recessione. Il project cargo e l'heavy lift da trent'anni costituiscono il core business di Marcandia, agenzia marittima ravennate. Delle prospettive nel settore parla il general manager della società, Davide Gallina.

Gallina, cosa si aspetta dal 2014?
"Gli ultimi dati mi inducono ad un moderato ottimismo dopo anni di recessione".

Quali sono le categorie merceologiche che trattate maggiormente?
"Il nostro è un mercato che esporta merci di alto valore aggiunto dai contenuti tecnologici all'avanguardia, progettati e prodotti da industrie manifatturiere, metalmeccaniche e di ingegneria. Esportano i loro prodotti verso Paesi dove sono in fase di costruzione grandi opere, impianti dell'agroalimentare e del petrolchimico. Ci sono poi i progetti del comparto Oil&Gas e delle estrazioni offshore".

Quanto si è sentita la crisi?
"Molto, e non solo in Italia. La contrazione vale anche per Francia e Germania. L'indice che si parametra sui nuovi ordini è ben al di sotto della soglia che separa crescita e recessione".

Come mai allora parla di cauto ottimismo?
"A Ravenna una spinta importante deriva dalle aziende locali di costruzioni e della meccanica, destinate al mercato dell'offshore e oil&gas. Grazia alla loro dinamicità e al know-­how che è riconosciuto a Ravenna a livello internazionale, la nostra città gioca un ruolo di leadership in questo ambito e le prospettive possono essere davvero molto interessanti con una ricaduta importante sulle attività portuali. Un forte impulso deriva poi dallo sviluppo di tecnologie dell'energia alternativa, la Green economy e in particolare l'eolico, un altro ambito nel quale Ravenna potrebbe diventare un'eccellenza".

Questi fattori che numeri portano?
"Negli ultimi mesi Marcandia è stata parte attiva di trasporti e spedizioni di costruzioni offshore, moduli, cabine di controllo e grandi verricelli costruiti dalle aziende ravennati. Parliamo di pezzi che pesano dalle 150 alle 700 tonnellate. Va anche detto che siamo di fronte ad un mercato di nicchia, distante in termini di volumi rispetto ai traffici dei grandi trader delle rinfuse, dei liquidi e dei siderurgici".

Ma con un valore aggiunto più elevato…
"Sì, inoltre mi preme rilevare questo: sicuramente nelle statistiche il project cargo ha una rilevanza marginale in termini di tonnellaggio ma il corretto parametro statistico in questo caso dovrebbe essere rappresentato dai metri cubi e non dalle tonnellate".

Che tipo di navi si utilizzano per questo tipo di trasporti?
"Si tratta di trasporti speciali che richiedono l'impiego di navi Heavy­Lift di tipo autosollevante e in alcuni casi anche di pontoni al traino di rimorchiatori e offrono interessanti opportunità all'indotto portuale ravennate. Mi riferisco in particolare alle società di trasporti speciali terrestri per le movimentazioni ed i trasferimenti in ambito portuale, alle officine di carpenteria e ai provveditori navali. Lo scalo nel nostro porto di questa tipologia di navi che non sono di linea ma tramp fungono da volano e richiamano altri carichi di impiantistica che spesso vengono dirottati a Ravenna e concaricati insieme alle merci  che originano dalla nostra città".

Il nostro porto quali criticità ha per questo settore?
"Purtroppo, a differenza dei nostri maggiori competitors ­ Genova e Marghera ­ non offre servizi di linea per queste merci a causa della concentrazione nel Nord­Est e in Lombardia dei maggiori e più importanti distretti industriali e manifatturieri. Ci sono poi le limitazioni infrastrutturali, l'idrovia padana e le problematiche della Romea giocano contro Ravenna, e quindi l'unica possibilità di aumentare i traffici in questo settore è che le nostre industrie romagnole continuino nel loro processo di crescita e consolidamento, facendo scalare nel nostro porto sempre più navi tramp alla ricerca di carichi ‘forestieri' a completamento nave".

 


Ponte Mobile

Il ponte mobile potrebbe finire ad Azimut

RAVENNA - E' Azimut una delle società  in dirittura d'arrivo per aggiudicarsi il bando di gestione del ponte mobile. La società pubblica, che si occupa a Ravenna della gestione del verde e dei servizi cimiteriali, aggiungerebbe quindi questa nuova attività. Le prime buste sono state aperte il 21 gennaio: erano in quattro ad essersi presentati. Oltre ad Azimut, una società di Ravenna, una di Trieste e una di Udine. Il valore del bando è di circa un milione di euro. L'altra società ravennate non aveva i requisiti, rimangono in tre a giocarsi la gestione: si aspetta l'apertura delle buste economiche per conoscere chi gestirà la struttura.

Intanto sono in molti a chiedersi in che modo l'azienda vincente potrà rientrare dalle spese. Se la reintroduzione del pedaggio appare difficile, in ambiente portuale da qualche settimana circola la voce di una sorta di "tassa di scopo" che potrebbe essere introdotta proprio per finanziare la gestione.

Sulla (tormentata) vicenda del ponte mobile non sono solo questi i punti che lasciano perplessi. Abbiamo chiesto ad Ezio Fedele Brini, ingegnere ravennate esperto di infrastrutture e viabilità, un giudizio a riguardo. Analizzando la gara d'appalto, Brini nota innanzitutto che la gestione dei ponti mobili nel resto del mondo funziona così: "Tutti - spiega - tranne Ap dividono i costi in maintenance e operational , poiché sul primo si può determinare un costo annuale mentre il secondo dipende solo dal numero di aperture e chisure".

Brini cita uno studio che ha consultato, quello di Merril Lynch: "Gli Usa hanno 3.500 ponti mobili dei tipi più vari e di età variabile tra i 100 e i 30 anni. Costano complessivamente due miliari di dollari per maintenance e operational". Un caso di studio è quello di un "vertical lift" simile a un ponte montato a Bordeaux sei mesi fa da 90 metri luce, quindi più lungo di quello ravennate: "Costa 12mila dollari di manutenzione e 228mila dollari di costi operativi, con quattro operatori attivi 24 ore al giorno, tutti i giorni, che fanno fronte a 3.500 aperture l'anno".

Cosa si deduce? "Che i costi operativi dovrebbero essere pagati a misura, cioè a numero di aperture". Non dovrebbero essere troppo elevati a Ravenna: "Al netto dei guasti il nostro ha aperto cinque volte dal giorno dell'inaugurazione". Secondo le cifre circolate lo scorso anno il ponte costa ad Autorità portuale 210mila euro di gestione annua. Una cifra non molto inferiore a quella del ponte francese citato da Brini. Ap ha ereditato la gestione dal Comune. Nessuno, in via Antico Squero, ha fatto i salti di gioia e anzi in passato è stato fatto notare che la competenza sul manufatto spetterebbe a Palazzo Merlato. La speranza è che il ponte non resti immobile, chiunque vinca la gestione.


tartaruga marina

Arriva il ‘pronto soccorso' per le tartarughe

RAVENNA - Se si ama il mare e si desidera dare una mano alla comunità di cui si fa parte, è forse l'associazione più indicata: la Guardia Costiera Ausiliaria conta circa cento soci ed a Ravenna è guidata da Paolo Turchetti. Mercoledì 5 febbraio è andata in scena la seconda di una serie di iniziative organizzate al Tiro a Segno nazionale di via Trieste. La serata era dedicata alla proiezione di foto e filmati relativi alla piattaforma del Paguro. Quasi un centinaio le persone hanno partecipato.

"Si tratta - spiega Turchetti - di iniziative che facciamo per mantenere qualche attività anche in inverno. E' il secondo anno che le organizziamo e devo dire che hanno un buon successo". A febbraio è previsto un secondo incontro, il 24: "Due giovani fotografi spiegheranno la tecnica per catturare le immagini di uccelli e rapaci in volo". Non sarà quindi soltanto una proiezione di fotografie ma anche un modo per "vivere" il lavoro dei reporter della natura.

Il 5 marzo sarà ospite il presidente della Fondazione Cetacea di Riccione, il dottor Sauro Pari. Saranno proiettate immagini di cetacei e tartarughe e sarà l'occasione per fare il punto sul progetto della Guardia Costiera Ausiliaria: "Vogliamo creare a Casal Borsetti un punto di raccolta per le tartarughe ferite o spiaggiate. Tra le nostre attività c'è anche il recupero di questi animali e abbiamo pensato ad un punto di soccorso intermedio. Finora in Romagna il centro specializzato è soltanto a Riccione".

Tra le attività della Guardia Costiera ausiliaria, i cui volontari escono su un gommone tra metà giugno e fine settembre, c'è anche quella dell'avvistamento degli incendi: navigando a circa 300 metri dalla costa non è difficile notare del fumo alzarsi dalla pineta. Non a caso, i volontari fanno parte anche del coordinamento della Protezione Civile.


Silvio Bartolotti imprenditore dell'anno

Silvio Bartolotti, amministratore delegato di Micoperi , la società di Ravenna specializzata in lavori marittimi  che ha lavorato al recupero della Costa Concordia, è stato tra i vincitori del premio Enrst & Young "Imprenditore dell’anno 2013".


Nave

Crociere, il futuro è legato alla Royal

RAVENNA - Legati a Royal Caribbean e alle sue decisioni. Il futuro delle crociere ravennati dipende da quello che deciderà di fare quello che è il principale operatore del terminal di Porto Corsini. Nel 2013 l'obiettivo dei centomila passeggeri non è stato raggiunto a causa delle condizione meteo che hanno cancellato lo scalo di due grandi navi. Le crociere, negli ultimi due anni, non sono state la priorità di Autorità portuale, concentrata soprattutto nell'ottenere i finanziamenti per lo scavo dei fondali. A marzo, comunque, l'ente volerà a Miami per incontrare i principali ‘career' del settore, tra cui appunto la Royal.

Nel frattempo, a fine gennaio sono stati spesi 370mila euro per la predisposizione al cablaggio con banda larga e la realizzazione della nuova linea di acqua potabile. E' stato utilizzato un contributo europeo di centomila euro. Nei prossimi mesi è prevista la progettazione per una nuova stazione marittima e l'acquisizione di attrezzature tecnologiche per la sicurezza, la mobilità sostenibile e l'informazioni agli utenti per 65mila euro.