Il tratto di Darsena con la sede di Ap

Lavori in Darsena, i gradini si salvano

RAVENNA - Sono partiti ormai da qualche mese i lavori per la testata della Darsena di città. A primavera Autorità portuale aveva eliminato le vecchie recinzioni doganali e ora sta provvedendo a sistemare la parte demaniale della Darsena. Finiti i lavori, la passeggiata sul lungocanale sarà maggiormente accessibile per pedoni e ciclisti.

Lo scorso anno l'associazione Naviga In Darsena aveva dato l'allarme: nel progetto originale di Ap era previsto il “tombamento" dei gradini di banchina che invece, sosteneva l'associazione, erano un elemento storico caratteristico che sarebbe dovuto rimanere. I gradini sono utili anche dal punto di vista strutturale: possono fungere sia da sedute sia come accesso ad eventuali passerelle montate in futuro. In Comune si sono interessati al tema l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Corsini, interpellato dalla stessa associazione, e il suo collega con delega all'Urbanistica,  Libero Asioli. Pare che anche Ap si sia convinta della loro utilità.

L’arredo L’intervento porterà in Darsena alcune novità per quanto riguarda l’arredo: portabiciclette, vasi e panchine. Un inizio di riqualificazione. Inoltre saranno inseriti dei pilomat per limitare l’accesso delle auto in alcune aree solo a chi ha il permesso. Saranno inoltre eliminate completamente le barriere, “eredità” del vecchio confine doganale: si potrà così accedere sia dalla pista ciclabile di viale Darsena sia da via Perilli e viale Zara, dove saranno abbattute le cancellate. I muretti che resteranno saranno ricoperti di legno. Tra gli interventi migliorativi va ricordata la rimozione della recinzione della banchina adiacente a via Antico Squero, così come sarà tolta l’attuale cancellata di recinzione nell’ultimo tratto di via Magazzini Anteriori. In via Magazzini Posteriori saranno asportate la recinzione e il muretto esistenti e sarà ripristinata la pavimentazione.


Una nave in porto

Evergreen: alleanza da tre milioni di teu

RAVENNA - Un'alleanza che vale tre milioni di teu. E’ quella che ha appena siglato Evergreen, la quarta compagnia del settore marittimo mondiale, con Cosco, Hanjin, Yangming e K Line. Evergreen, rappresentata a Ravenna dalla Sisam, è entrata nell’alleanza già esistente (Ckyh) che ora aggiungerà una “E” alla sua sigla. L’alleanza riunisce in sè sigle che si trovano nella “top twenty” del traffico container mondiale.

L’accordo avviene nell’ottica del consolidamento fra compagnie di navigazione, per ridurre i costi operativi ed offrire un prodotto migliore al mercato, dopo l’annunciata alleanza P3 fra Maersk Line, Msc e Cma-Cgm e la già esistente alleanza G6, si amplia anche il raggio d’azione e di penetrazione commerciale dell’alleanza Ckyh con l’ingresso di Evergreen Line. Il nuovo consorzio prenderà il nome di Ckyhe. Dato che non si tratta di un accordo globale su tutte le rotte, come il P3, il nuovo consorzio non ha bisogno delle approvazioni degli enti regolatori (Fmc, AntiTrust dell’Unione Europea e identico ente cinese).

La nuova alleanza asiatica
sarà formalizzata dal prossimo primo marzo e diventerà operativa a metà aprile. Il contributo di Evergreen sarà limitato ai servizi tra Asia ed Europa, in particolare il Mediterraneo. Il colosso di Taipei, con una flotta di oltre 150 portacontainer, Evergreen è a Ravenna dal gennaio 2011, la sua presenza in città ha ormai “compiuto” i quattro anni. I container vengono lavorati a Ravenna nel terminal della Setramar.


Seabourn Odyssey

Crociere, il calendario ha anche navi formato... Darsena

RAVENNA - Sono una quarantina le navi passeggeri che tra la primavera e l'autunno arriveranno al porto di Ravenna. Le crociere porteranno al terminal di Porto Corsini  40mila turisti, un numero largamente inferiore ai 97mila dello scorso anno. La città in questo settore appare ancora molto dipendente da Venezia: praticamente tutte le navi che fanno tappa a Ravenna passano dalla Laguna. Chissà, forse hanno inciso anche le problematiche venete sulle grandi navi, comunque sia per avere un'idea del balzo all'indietro, va ricordato che con i suoi 97mila passeggeri nel 2013 la città era al terzultimo posto tra gli scali italiani. Superava solo Trieste (70mila croceristi) e Marina di Portofino (22mila).

In una nota Rtp, la società che gestisce il terminal, ha spiegato di aver avviato contatti con grandi compagnie come Msc, Costa e Norwegian Cruise ma che gli effetti, anche nel caso di accordi, si vedranno soltanto nel 2016. La società vorrebbe anche che Ravenna si proponesse come alternativa a Venezia e ha spiegato che a marzo, in occasione del Cruise Shipping a Miami, farà il punto con la Royal Caribbean che dal 2014 abbandonerà l'Adriatico.

Il calendario delle “toccate" non è ancora stato pubblicato sul sito di Autorità portuale e di Rtp. La città ha perso la Zenith, che negli ultimi due anni è arrivata spesso in Alto Adriatico, portando ogni volta circa 1.500 passeggeri. Da quest'anno non solca più i nostri mari. La tendenza del 2014 appare quella di navi più piccole ma di lusso. Crociere che, riprendendo un'idea dell'associazione Naviga In Darsena, potrebbero approdare nella Darsena di città. E' il caso in particolare di due navi della Silversea: la Wind e la Cloud che hanno un pescaggio a pieno carico di 5,45 metri. In una darsena riportata ai suoi livelli naturali e con un ponte meno immobile, sarebbe una bella suggestione vedere queste navi a pochi chilometri dai monumenti.

Tornando al terminal, la Silversea quest'anno farà sette toccate con tre diverse navi (oltre alla Wind e Cloud anche la Spirit) che portano da 300 a 540 passeggeri. Di piccola stazza anche la Odissey della Seabourn (450 passeggeri) che sarà a Ravenna almeno quattro volte tra giugno e settembre. Ci sono poi navi, come quelle della Holland America, che arriveranno in città dopo un viaggio intercontinentale e non per la classica crociera del Mediterraneo e dell'Adriatico: la Prinsendam, che sarà al porto il 20 aprile, partirà dagli Stati Uniti il 10 aprile per 58 giorni di navigazione che toccheranno Sud America, Africa ed Europa.

Le navi più grandi sono quelle della Royal Caribbean e della Celebrity Cruises. Per quanto riguarda la prima compagnia, cinque toccate della Serenade of the Seas porteranno ogni volta 2.500 passeggeri in Romagna. La Celebrity Silhouette (previsti 4 arrivi tra maggio e settembre) ne trasporta 2.850. Degni di nota anche i 1300 passeggeri che sbarcheranno a giugno con Aida. Ibero Cruceros ha fatto una scelta particolare: Ravenna e pro di arrivo e di partenza per la sua Grand Celebration, nave da 1.500 persone. Arriverà il 20 luglio e ripartirà il 21.

Intanto il Bassani Group, società leader nel settore, sta realizzano la "Ravenna Cruise Map" che prevede la realizzazione di una mappa della città di Ravenna che sarà offerta in omaggio ai passeggeri e ai membri dell'equipaggio (in totale 15mila in arrivo) che faranno scalo nel porto. Il progetto è in collaborazione con gli esercenti della città che saranno gli "inserzionisti" della mappa.

 

 


sede autorità portuale

La riforma della Riforma

RAVENNA - "Se Ravenna sarà penalizzata faremo le barricate". Così il sindaco Fabrizio Matteucci è sceso in campo sulla riforma dei porti di cui in questi giorni gira la bozza e che sta facendo discutere in Assoporti. Secondo le prime indiscrezioni, Ravenna potrebbe finire sotto Venezia e sotto Ancona nell'ambito di una riorganizzazione che dovrebbe trasformare le 24 Ap in otto distretti logistici interregionali. Ravenna non è la sola a lamentarsi: i protagonisti istituzionali in tutta italia si sono già fatti sentire.

Il rischio insomma è che la riforma della riforma (quella che nel '94 creò le Autorità portuali), al di là dei contenuti, venga ancora una volta cannibalizzata dalla politica, con sindaci e governatori pronti - appunto - alle barricate e senza alcuna visione strategica della portualità italiana.

Bisognerebbe ricordare quale è la vera forza che ha fatto grande Ravenna: non ci sono in Italia altri porti con il livello di investimenti privati come il nostro. Ma nell’ ottica dei traffici mondiali da e per l’ Europa Ravenna sarà sempre uno scalo secondario, come in condizioni di minorità resteranno anche gli altri porti italiani qualora la prospettata riforma - questo è il vero tema di cui bisognerebbe discutere - non li riordini in pochi sistemi con risorse che vadano a finire dove vale la pena insistere ed investire.

Per quanto riguarda il futuro del porto di Ravenna, da anni a livello istituzionale si discute di gigantismo navale e fondali ma ora è venuto il momento  di guardare al retroterra del porto ed è compito dello Stato creare l'infrastruttura che permetta alle merci di circolare in maniera veloce attraverso centri di distribuzione e interporti organizzati con una logica geo-economica e non politica. I grandi corridoi logistici europei sono già disegnati, non si possono modificare per campanilismi e capricci.

Vanno incentivate le due vocazioni del porto di Ravenna: quella industriale che va potenziata e sviluppata, quella storica di Porta del vicino Oriente va rispolverata e promossa a tutti i livelli nella consapevolezza, però, delle potenzialità, dei limiti e delle caratteristiche del porto.

 


Maurizio Bucci

Bucci: "Ora puntiamo sui crocieristi"

RAVENNA - "Se chiedi ad un ravennate dove sia la Darsena di città, rischi di essere mandato a Marina". La battuta è di Maurizio Bucci, proprietario dell'hotel Mosaico, che si trova proprio in Darsena, e del Mariani Lifestyle, in centro storico. "Della riqualificazione del quartiere Darsena e dello spostamento della stazione - ricorda - si parla da tanti anni. Non entro nel merito dei progetti, non essendo un tecnico, però di certo la stazione è un ostacolo per il collegamento tra il quartiere e il centro". Questa è la risposta dell'imprenditore se gli si chiede un parere riguardo alle ultime discussioni.

Da anni Bucci combatte una battaglia: quella del sottopasso di via Pallavicini, pessimo biglietto da visita per i turisti in visita, almeno per come lo si vede ora, tra murales e infiltrazioni d'acqua. "Con altri imprenditori stiamo ragionando su un progetto che prevederebbe l'utilizzo del sottopasso per "esposizioni di arte o di fotografia" magari sponsorizzate tramite spazi pubblicitari. "Nel progetto potrebbe esserci anche un punto ristoro in piazzale Aldro Moro", ragiona l'imprenditore.

Per quanto riguarda il turismo, Bucci non entra nella polemica che in queste settimane è andata in scena tra albergatori e Comune: "Ho deciso di starne fuori, è il solito scaricabarile. Si fanno ricerche per dire cose che sappiamo da vent'anni. In sostanza: si parla molto e si lavora poco. Il grande problema di Ravenna è la mentalità ristretta, non abbiamo mai pensato ad una questione basilare come quella dei collegamenti. L'aeroporto di Forlì poteva essere in realtà lo scalo di Ravenna, non ce ne siamo mai interessati e abbiamo lasciato che chiudesse".

Ora Ravenna ha una buona possibilità con le crociere. "Sono un ottimo indotto per il centro storico e bisogna assolutamente puntarci. Per quanto mi riguarda, ho preso contatti con gli operatori per offrire servizi ai turisti del mare al Mariani. Inoltre noi siamo una struttura grande, abbiamo una buona disponibilità di servizi igienici, uno dei punti carenti del centro. Abbiamo tutte le carte in regola per lavorare bene con i crocieristi che portano un buon giro d'affari".


Marcandia

"Buoni auspici nel 2014 per il project cargo"

RAVENNA ­ Componenti per opere di alta ingegneria, impianti dell'agroalimentare, del petrolchimico, dell'offshore: un business totalmente votato all'esportazione che negli ultimi mesi del 2013 sta uscendo dalla recessione. Il project cargo e l'heavy lift da trent'anni costituiscono il core business di Marcandia, agenzia marittima ravennate. Delle prospettive nel settore parla il general manager della società, Davide Gallina.

Gallina, cosa si aspetta dal 2014?
"Gli ultimi dati mi inducono ad un moderato ottimismo dopo anni di recessione".

Quali sono le categorie merceologiche che trattate maggiormente?
"Il nostro è un mercato che esporta merci di alto valore aggiunto dai contenuti tecnologici all'avanguardia, progettati e prodotti da industrie manifatturiere, metalmeccaniche e di ingegneria. Esportano i loro prodotti verso Paesi dove sono in fase di costruzione grandi opere, impianti dell'agroalimentare e del petrolchimico. Ci sono poi i progetti del comparto Oil&Gas e delle estrazioni offshore".

Quanto si è sentita la crisi?
"Molto, e non solo in Italia. La contrazione vale anche per Francia e Germania. L'indice che si parametra sui nuovi ordini è ben al di sotto della soglia che separa crescita e recessione".

Come mai allora parla di cauto ottimismo?
"A Ravenna una spinta importante deriva dalle aziende locali di costruzioni e della meccanica, destinate al mercato dell'offshore e oil&gas. Grazia alla loro dinamicità e al know-­how che è riconosciuto a Ravenna a livello internazionale, la nostra città gioca un ruolo di leadership in questo ambito e le prospettive possono essere davvero molto interessanti con una ricaduta importante sulle attività portuali. Un forte impulso deriva poi dallo sviluppo di tecnologie dell'energia alternativa, la Green economy e in particolare l'eolico, un altro ambito nel quale Ravenna potrebbe diventare un'eccellenza".

Questi fattori che numeri portano?
"Negli ultimi mesi Marcandia è stata parte attiva di trasporti e spedizioni di costruzioni offshore, moduli, cabine di controllo e grandi verricelli costruiti dalle aziende ravennati. Parliamo di pezzi che pesano dalle 150 alle 700 tonnellate. Va anche detto che siamo di fronte ad un mercato di nicchia, distante in termini di volumi rispetto ai traffici dei grandi trader delle rinfuse, dei liquidi e dei siderurgici".

Ma con un valore aggiunto più elevato…
"Sì, inoltre mi preme rilevare questo: sicuramente nelle statistiche il project cargo ha una rilevanza marginale in termini di tonnellaggio ma il corretto parametro statistico in questo caso dovrebbe essere rappresentato dai metri cubi e non dalle tonnellate".

Che tipo di navi si utilizzano per questo tipo di trasporti?
"Si tratta di trasporti speciali che richiedono l'impiego di navi Heavy­Lift di tipo autosollevante e in alcuni casi anche di pontoni al traino di rimorchiatori e offrono interessanti opportunità all'indotto portuale ravennate. Mi riferisco in particolare alle società di trasporti speciali terrestri per le movimentazioni ed i trasferimenti in ambito portuale, alle officine di carpenteria e ai provveditori navali. Lo scalo nel nostro porto di questa tipologia di navi che non sono di linea ma tramp fungono da volano e richiamano altri carichi di impiantistica che spesso vengono dirottati a Ravenna e concaricati insieme alle merci  che originano dalla nostra città".

Il nostro porto quali criticità ha per questo settore?
"Purtroppo, a differenza dei nostri maggiori competitors ­ Genova e Marghera ­ non offre servizi di linea per queste merci a causa della concentrazione nel Nord­Est e in Lombardia dei maggiori e più importanti distretti industriali e manifatturieri. Ci sono poi le limitazioni infrastrutturali, l'idrovia padana e le problematiche della Romea giocano contro Ravenna, e quindi l'unica possibilità di aumentare i traffici in questo settore è che le nostre industrie romagnole continuino nel loro processo di crescita e consolidamento, facendo scalare nel nostro porto sempre più navi tramp alla ricerca di carichi ‘forestieri' a completamento nave".