container

"Con il gigantismo rischiamo"

RAVENNA - Il gigantismo? Rischia di essere una bolla grande come i mutui subprime. A dirlo è Alberto Pagani, deputato del Pd, nella tavola rotonda sul porto organizzata oggi in Autorità Portuale. Una posizione, quella del parlamentare, che arriva un po' a sorpresa, dal momento che la questione dello scavo dei fondali è stato il "leitmotiv" della giornata.

"Scavare va bene
ma i progetti faraonici non ci rendono più competitivi", ha aggiunto il parlamentare. Il pensiero va anche al nuovo terminal container che, come ha ammesso lo stesso ad di Sapir Roberto Rubboli, sembra ormai una chimera. Su cosa puntare dunque? Secondo Pagani e Guido Ottolenghi, presidente di Confindustria, la vera partita si gioca sulla logistica. "Ormai c'è chi preferisce sbarcare a Rotterdam le merci che sono destinate a Milano", ha spiegato il numero uno degli Industriali.

Del resto la stessa strada
di accesso al porto, ha sottolineato Danilo Morini della Filt è da "terzo mondo" e per una prima manutenzione Ap e Comune di Ravenna hanno stanziato due milioni di euro. Per quanto riguarda gli approfondimenti del canale, da tutti ritenuti necessari, c'è una nuova grana per Autorità portuale. Il Movimento 5 Stelle ha infatti presentato un'interrogazione in Senato per chiedere di ritirare il finanziamento del Cipe. A preoccupare Di Marco più che il documento dei grillino, tuttavia, sono i tempi burocratici: c'è tempo fino ad ottobre pre presentare il bando per i lavori. "Ce la possiamo fare", ha detto il presidente.


nautofono

Già oltre cento firme per riavere il ‘fischione'

RAVENNA - In una settimana sono state raccolte oltre 130 firme per riattivare il nautofono di Marina di Ravenna. Il ‘fischione' - che si attivava nelle giornate di nebbia - è muto da qualche mese perché la Marina, recependo normative internazionale, ha deciso di dismettere tutti gli impianti di segnalazione di questo tipo. E' il Marifari il comando che si occupa delle segnalazioni marittime in Italia: quello che ha la competenza su Ravenna si trova a Venezia. Il comandante Giuseppe Caporizzi il mese scorso ha dato la sua disponibilità, con un'intervista alla stampa locale, a cedere il nautofono ad un altro ente.

Il costo della cessione è praticamente simbolico: cinquemila euro. In altre città, come Rimini, il Comune ha colto l'occasione e ha rilevato il fischione. A Ravenna ancora nulla si è mosso, così i cittadini hanno dato il via alla loro raccolta firme rivolgendosi sia al Comune sia ad Autorità portuale. Chi sia interessato a riattivare la sirena può firmare al Bar Timone, di fronte al bacino pescherecci.

La disattivazione dei nautofoni è spesso giustificata dall'uso di nuove tecnologie che hanno a disposizione le navi. In realtà il suono della sirena in caso di avaria può essere ancora utile a piccole imbarcazioni da diporto o ai pescherecci. Per questo, oltre che al legame simbolico che il ‘fischione' ha con le comunità locali si pone anche un vero e proprio problema di navigazione.

Il vicesindaco Giannantonio Mingozzi ha spiegato che la giunta si è attivata presso il Marifari per tenere attiva la sirena. “La procedura non è semplice, perché non si tratta solo di pagare alla Marina militare il valore calcolato, 5.351 euro, ma di verificare le spese aggiuntive relative all’installazione di un nuovo supporto di sostegno e alloggiamento di tutto il sistema, al cablaggio delle varie componenti, al subentro nella richiesta di fornitura di energia elettrica. In merito a tutte queste attività, il comando di Venezia ci ha assicurato che fornirà ogni consulenza di supporto tecnico, ma, da me interpellato la settimana scorsa, mi ha preavvisato che le fasi successive che si mettono in moto dopo la nostra lettera di disponibilità si concluderanno dopo due mesi con un atto negoziale alla base della cessione definitiva dell’apparecchiatura".

In ogni caso l'intenzione è quella di salvare il fischione e non solo: “Colgo l’occasione per sottolineare che abbiamo chiesto se nell’ambito della costa di pertinenza del Comune di Ravenna vi siano altre apparecchiature analoghe verso le quali dobbiamo esprimere formale attenzione ed eventualmente disponibilità. In ogni caso vorrei ribadire ai firmatari della petizione che è nostra intenzione mantenere in vita un’apparecchiatura e un ‘suono’ ormai entrati nella memoria collettiva e soprattutto utili per alcuni aspetti alla sicurezza della navigazione".


Il tratto di Darsena con la sede di Ap

Lavori in Darsena, i gradini si salvano

RAVENNA - Sono partiti ormai da qualche mese i lavori per la testata della Darsena di città. A primavera Autorità portuale aveva eliminato le vecchie recinzioni doganali e ora sta provvedendo a sistemare la parte demaniale della Darsena. Finiti i lavori, la passeggiata sul lungocanale sarà maggiormente accessibile per pedoni e ciclisti.

Lo scorso anno l'associazione Naviga In Darsena aveva dato l'allarme: nel progetto originale di Ap era previsto il “tombamento" dei gradini di banchina che invece, sosteneva l'associazione, erano un elemento storico caratteristico che sarebbe dovuto rimanere. I gradini sono utili anche dal punto di vista strutturale: possono fungere sia da sedute sia come accesso ad eventuali passerelle montate in futuro. In Comune si sono interessati al tema l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Corsini, interpellato dalla stessa associazione, e il suo collega con delega all'Urbanistica,  Libero Asioli. Pare che anche Ap si sia convinta della loro utilità.

L’arredo L’intervento porterà in Darsena alcune novità per quanto riguarda l’arredo: portabiciclette, vasi e panchine. Un inizio di riqualificazione. Inoltre saranno inseriti dei pilomat per limitare l’accesso delle auto in alcune aree solo a chi ha il permesso. Saranno inoltre eliminate completamente le barriere, “eredità” del vecchio confine doganale: si potrà così accedere sia dalla pista ciclabile di viale Darsena sia da via Perilli e viale Zara, dove saranno abbattute le cancellate. I muretti che resteranno saranno ricoperti di legno. Tra gli interventi migliorativi va ricordata la rimozione della recinzione della banchina adiacente a via Antico Squero, così come sarà tolta l’attuale cancellata di recinzione nell’ultimo tratto di via Magazzini Anteriori. In via Magazzini Posteriori saranno asportate la recinzione e il muretto esistenti e sarà ripristinata la pavimentazione.


Una nave in porto

Evergreen: alleanza da tre milioni di teu

RAVENNA - Un'alleanza che vale tre milioni di teu. E’ quella che ha appena siglato Evergreen, la quarta compagnia del settore marittimo mondiale, con Cosco, Hanjin, Yangming e K Line. Evergreen, rappresentata a Ravenna dalla Sisam, è entrata nell’alleanza già esistente (Ckyh) che ora aggiungerà una “E” alla sua sigla. L’alleanza riunisce in sè sigle che si trovano nella “top twenty” del traffico container mondiale.

L’accordo avviene nell’ottica del consolidamento fra compagnie di navigazione, per ridurre i costi operativi ed offrire un prodotto migliore al mercato, dopo l’annunciata alleanza P3 fra Maersk Line, Msc e Cma-Cgm e la già esistente alleanza G6, si amplia anche il raggio d’azione e di penetrazione commerciale dell’alleanza Ckyh con l’ingresso di Evergreen Line. Il nuovo consorzio prenderà il nome di Ckyhe. Dato che non si tratta di un accordo globale su tutte le rotte, come il P3, il nuovo consorzio non ha bisogno delle approvazioni degli enti regolatori (Fmc, AntiTrust dell’Unione Europea e identico ente cinese).

La nuova alleanza asiatica
sarà formalizzata dal prossimo primo marzo e diventerà operativa a metà aprile. Il contributo di Evergreen sarà limitato ai servizi tra Asia ed Europa, in particolare il Mediterraneo. Il colosso di Taipei, con una flotta di oltre 150 portacontainer, Evergreen è a Ravenna dal gennaio 2011, la sua presenza in città ha ormai “compiuto” i quattro anni. I container vengono lavorati a Ravenna nel terminal della Setramar.


Seabourn Odyssey

Crociere, il calendario ha anche navi formato... Darsena

RAVENNA - Sono una quarantina le navi passeggeri che tra la primavera e l'autunno arriveranno al porto di Ravenna. Le crociere porteranno al terminal di Porto Corsini  40mila turisti, un numero largamente inferiore ai 97mila dello scorso anno. La città in questo settore appare ancora molto dipendente da Venezia: praticamente tutte le navi che fanno tappa a Ravenna passano dalla Laguna. Chissà, forse hanno inciso anche le problematiche venete sulle grandi navi, comunque sia per avere un'idea del balzo all'indietro, va ricordato che con i suoi 97mila passeggeri nel 2013 la città era al terzultimo posto tra gli scali italiani. Superava solo Trieste (70mila croceristi) e Marina di Portofino (22mila).

In una nota Rtp, la società che gestisce il terminal, ha spiegato di aver avviato contatti con grandi compagnie come Msc, Costa e Norwegian Cruise ma che gli effetti, anche nel caso di accordi, si vedranno soltanto nel 2016. La società vorrebbe anche che Ravenna si proponesse come alternativa a Venezia e ha spiegato che a marzo, in occasione del Cruise Shipping a Miami, farà il punto con la Royal Caribbean che dal 2014 abbandonerà l'Adriatico.

Il calendario delle “toccate" non è ancora stato pubblicato sul sito di Autorità portuale e di Rtp. La città ha perso la Zenith, che negli ultimi due anni è arrivata spesso in Alto Adriatico, portando ogni volta circa 1.500 passeggeri. Da quest'anno non solca più i nostri mari. La tendenza del 2014 appare quella di navi più piccole ma di lusso. Crociere che, riprendendo un'idea dell'associazione Naviga In Darsena, potrebbero approdare nella Darsena di città. E' il caso in particolare di due navi della Silversea: la Wind e la Cloud che hanno un pescaggio a pieno carico di 5,45 metri. In una darsena riportata ai suoi livelli naturali e con un ponte meno immobile, sarebbe una bella suggestione vedere queste navi a pochi chilometri dai monumenti.

Tornando al terminal, la Silversea quest'anno farà sette toccate con tre diverse navi (oltre alla Wind e Cloud anche la Spirit) che portano da 300 a 540 passeggeri. Di piccola stazza anche la Odissey della Seabourn (450 passeggeri) che sarà a Ravenna almeno quattro volte tra giugno e settembre. Ci sono poi navi, come quelle della Holland America, che arriveranno in città dopo un viaggio intercontinentale e non per la classica crociera del Mediterraneo e dell'Adriatico: la Prinsendam, che sarà al porto il 20 aprile, partirà dagli Stati Uniti il 10 aprile per 58 giorni di navigazione che toccheranno Sud America, Africa ed Europa.

Le navi più grandi sono quelle della Royal Caribbean e della Celebrity Cruises. Per quanto riguarda la prima compagnia, cinque toccate della Serenade of the Seas porteranno ogni volta 2.500 passeggeri in Romagna. La Celebrity Silhouette (previsti 4 arrivi tra maggio e settembre) ne trasporta 2.850. Degni di nota anche i 1300 passeggeri che sbarcheranno a giugno con Aida. Ibero Cruceros ha fatto una scelta particolare: Ravenna e pro di arrivo e di partenza per la sua Grand Celebration, nave da 1.500 persone. Arriverà il 20 luglio e ripartirà il 21.

Intanto il Bassani Group, società leader nel settore, sta realizzano la "Ravenna Cruise Map" che prevede la realizzazione di una mappa della città di Ravenna che sarà offerta in omaggio ai passeggeri e ai membri dell'equipaggio (in totale 15mila in arrivo) che faranno scalo nel porto. Il progetto è in collaborazione con gli esercenti della città che saranno gli "inserzionisti" della mappa.

 

 


sede autorità portuale

La riforma della Riforma

RAVENNA - "Se Ravenna sarà penalizzata faremo le barricate". Così il sindaco Fabrizio Matteucci è sceso in campo sulla riforma dei porti di cui in questi giorni gira la bozza e che sta facendo discutere in Assoporti. Secondo le prime indiscrezioni, Ravenna potrebbe finire sotto Venezia e sotto Ancona nell'ambito di una riorganizzazione che dovrebbe trasformare le 24 Ap in otto distretti logistici interregionali. Ravenna non è la sola a lamentarsi: i protagonisti istituzionali in tutta italia si sono già fatti sentire.

Il rischio insomma è che la riforma della riforma (quella che nel '94 creò le Autorità portuali), al di là dei contenuti, venga ancora una volta cannibalizzata dalla politica, con sindaci e governatori pronti - appunto - alle barricate e senza alcuna visione strategica della portualità italiana.

Bisognerebbe ricordare quale è la vera forza che ha fatto grande Ravenna: non ci sono in Italia altri porti con il livello di investimenti privati come il nostro. Ma nell’ ottica dei traffici mondiali da e per l’ Europa Ravenna sarà sempre uno scalo secondario, come in condizioni di minorità resteranno anche gli altri porti italiani qualora la prospettata riforma - questo è il vero tema di cui bisognerebbe discutere - non li riordini in pochi sistemi con risorse che vadano a finire dove vale la pena insistere ed investire.

Per quanto riguarda il futuro del porto di Ravenna, da anni a livello istituzionale si discute di gigantismo navale e fondali ma ora è venuto il momento  di guardare al retroterra del porto ed è compito dello Stato creare l'infrastruttura che permetta alle merci di circolare in maniera veloce attraverso centri di distribuzione e interporti organizzati con una logica geo-economica e non politica. I grandi corridoi logistici europei sono già disegnati, non si possono modificare per campanilismi e capricci.

Vanno incentivate le due vocazioni del porto di Ravenna: quella industriale che va potenziata e sviluppata, quella storica di Porta del vicino Oriente va rispolverata e promossa a tutti i livelli nella consapevolezza, però, delle potenzialità, dei limiti e delle caratteristiche del porto.