Ex Sarom, il nuovo progetto Cna

RAVENNA – Che fare dell’area ex Sarom? Tramontata l’idea della cittadella della nautica, la vecchia raffineria sembra destinata ad ospitare i materiali scavati dal fondo del canale. La Cna, però, propone un progetto che “tracci una visione strategica” del porto e “ne sciolga le strozzature infrastrutturali”.

Si tratta, in sostanza, di raddoppiare via Trieste, con una strada intena dedicata ai mezzi pesanti. Qualcosa di simile a quanto fatto in via Baiona. Serve quindi “un progetto complessivo di sviluppo del porto” che “ne tracci una vision strategica e ne sciolga le strozzature infrastrutturali. L’area Ex Sarom è parte di questo macrosistema e cerniera indispensabile alla soluzione dei problemi logistici legati al trasporto intermodale”.

La Cna propone quindi, previo consenso delle proprietà interessate,  un sistema viario che raddoppi la Via Trieste, con una camionabile interna al comparto Ex Sarom che, dal Porto S. Vitale, arrivi al Ponte Mobile, lo ampli  e si colleghi alla via Romea; a questo si affianchi un binario che dalla stessa provenienza arrivi alla Stazione Baiona, consolidandola e rimuovendo lo scalo merci dalla posizione attuale.

Per quel che riguarda il comparto Ex Sarom si propone una idea di “Rigenerazione Periurbana” volta alla costituzione di cantieri della Green Tecnology On e Off-Shore,  della Cantieristica Nautica e Navale, dell’Artigianale, Commerciale e Fieristico, dell’indotto.

Inoltre, Cna  vedrebbe bene le nuove fabbriche di assemblaggio Green che viaggiano sulle autostrade del mare, “un centro permanente di valorizzazione inerti da dragaggi portuali, un ateneo universitario modello college, con le facoltà di fisica, chimica e meccanica ed una degna sede dell’ Omc. Così facendo si avvierebbero a soluzione sistemi viari già nelle previsioni di Piano, con riordino delle criticità esistenti nell’ intorno, si limiterebbe enormemente il consumo del territorio, si eviterebbero vincoli batimetrici e costi che non possiamo permetterci, come quelli originati dal Bypass, vista anche la realtà programmatica  del passante ovest della E55″.

Si attiverebbe quindi, conclude la Cna, “lo sviluppo economico e occupazionale della città, con investimenti diretti da privati per otre 100 milioni di euro, assistiti da contributo pubblico europeo in prevalenza a fondo perduto per la parte infrastrutturale, che comunque è in frazione di costo decimale rispetto a tutti progetti concorrenti”.